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D. 29/09/2004 n. 50

1.2 Prescrizioni in fase di esecuzione dei lavori o in fase di esercizio:

54) utilizzare mezzi d'opera omologati per quanto riguarda le emissioni di rumore e di gas di scarico;

55) adottare provvedimenti atti a mantenere l'emissione delle polveri di cantiere entro limiti ammissibili anche provvedendo a stabilizzare la viabilità provvisoria;

56) ad integrazione delle mitigazioni e compensazioni di carattere specifico già previste nel SIA si eseguirà un monitoraggio degli effetti a carico delle componenti faunistiche durante la fase di costruzione ed il primo anno di esercizio. Tale attività di monitoraggio dovrà riguardare le aree interne o prossimali a SIC e ZPS;

57) a conclusione dell'opera dovranno essere monitorati gli insediamenti contermini alla struttura viaria al fine di assicurare livelli di clima acustico previsti dalla legge;

58) predisporre quanto necessario per adottare, entro la consegna dei lavori, un Sistema di gestione ambientale dei cantieri conforme alla norma ISO 14001 o al Sistema EMAS (Regolamento CE n. 761/2001);

59) nelle aree dei cantieri principali e nelle aree di stoccaggio materiali, sia in fase esecutiva che gestionale, devono essere realizzate tutte le opere provvisorie e definitive atte a garantire la sicurezza dei luoghi, la stabilità del suolo, il buon regime delle acque di deflusso la protezione delle falde da agenti tossici ed inquinanti, con particolare attenzione alle aree dei cantieri prossimali ai corsi d'acqua; nelle zone di sbancamenti stradali e/o allargamenti della sede viaria, da rilevati estradali e nelle aree di svincolo. PARTE 2ª - RACCOMANDAZIONI. Si raccomanda

a) di attivare un coordinamento atto ad accogliere le esigenze di mitigazione necessarie alla massima conservazione del territorio interessato dalla Riserva naturale di Decima Malafede in ottemperanza con il Piano di assetto adottato dall'ente Regionale Roma Natura

b) di prevedere un concorso di idee per la progettazione del ponte sul Fiume Tevere

c) che il realizzatore dell'infrastruttura acquisisca, per le attività di cantiere, dopo la consegna dei lavori, la Certificazione ambientale ISO 14001 o la registrazione di cui al Regolamento CE n. 761/2001 (EMAS)

d) che, nel caso di interferenze con altre infrastrutture di corridoio, ancorchè in previsione, ci si adoperi con la massima cura: per favorire lo scambio di informazioni, la cooperazione e il coordinamento reciproco; per coordina- re le fasi di cantierizzazione, favorendo l'uso coordinato delle aree di cantiere, della viabilità, delle cave e dei siti di discarica; per coordinare la progettazione delle opere a verde e delle opere di mitigazione e di compensazione; per favorire l'inserimento paesaggistico-ambientale delle interferenze

e) che, relativamente agli interventi di ottimizzazione dell'inserimento nel territorio e nell'ambiente, si adottino le migliori tecniche disponibili per assicurare sempre l'ottimizzazione degli interventi di recupero delle aree di cantiere

f) lungo i corsi d'acqua soggetti a vincolo, in sede di progettazione definitiva e nella realizzazione delle opere, vengano quanto più possibile mantenuti integri il corso d'acqua e la vegetazione ripariale esistente, prevedendo inoltre adeguata sistemazione paesistica coerente con i caratteri morfologici e vegetazionali dei luoghi, con ripristini ambientali, opere di ingegneria naturalistica e adeguati interventi di mitigazione locale e generale

g) dovrà essere posta particolare cura in sede di progettazione definitiva al patrimonio agricolo produttivo»

h) «In sede di progettazione definitiva delle infrastrutture dovrà verificarsi sopratutto in prossimità dei centri abitati e delle zone antropizzate l'eventuale adeguamento della viabilità locale»

i) in linea generale, si ritiene opportuno che nella fase di progettazione definitiva i progettisti provvedano ad ottimizzare il tracciato dal punto di vista paesaggistico per quanto riguarda soluzioni meno impattanti rispetto all'adozione di viadotti, rilevati e scavi a mezza costa

j) effettuare, contestualmente allo sviluppo del tracciato preliminare approvato, una simulazione per verificare la possibilità di migliorare in misura più cospicua la permeazione (in atto già compromessa ad effetto della barriera rappresentata dalla esistente SS Pontina-Asse Mediano) tra la fascia costiera e la città di Latina, a partire dal futuro svincolo con la Cisterna- Valmontone sino alla località di Borgo S. Michele. Allegato 2 PROGETTO INTEGRATO «COMPLETAMENTO CORRIDOIO TIRRENICO MERIDIONALE: TRATTA A12-FORMIA E BRETELLA TRASVERSALE CISTERNA-VALMONTONE» Bretella trasversale Cisterna-Valmontone PARTE 1ª - PRESCRIZIONI. Prescrizioni da risolvere nella redazione del progetto definitivo Carattere generale:

1. Sviluppare la soluzione di progetto preliminare presentata per l'Asse 1, dall'uscita dell'Autostrada A2 allo svincolo con la SS 148 Pontina (o eventuale Corridoio Tirrenico Meridionale) secondo lo schema di utilizzo «aperto » prescelto. In caso di variazione di ipotesi progettuale con trasformazione della viabilità proposta da tipo B a tipo A (decreto ministeriale 5 novembre 2001), prevedere l'integrazione dello studio di impatto ambientale e la sua ripubblicazione;

2. Eseguire tutte le indagini e gli studi di analisi previsti dal Proponente nell'ambito della trattazione dello studio di impatto ambientale, così come integrato, relativo al Progetto preliminare, secondo le modalità descritte e volte alla determinazione di tutti i parametri necessari ad una adeguata previsione degli impatti e determinazione delle relative opere di mitigazione;

3. Recepire e sviluppare le misure di mitigazione e compensazione, puntuali e di carattere generale, previste nello studio di impatto ambientale e nelle successive integrazioni e di quanto oggetto delle presenti prescrizioni, dettagliandone la localizzazione, la tipologia, le modalità di esecuzione ed i costi analitici; prevedere compensazioni per un importo almeno pari al 2% dei lavori;

4. Prevedere, nei capitolati d'appalto, le prescrizioni relative alla mitigazione degli impatti in fase di costruzione e quelle relative alla conduzione delle attività di cantiere;

5. Acquisire, preventivamente alla conclusione del progetto definitivo, le necessarie autorizzazioni per le opere interferite (Autosfrada Al - Autostrade per l'Italia S.p.a.), concordando i tempi e modi per la realizzazione dei due nuovi caschi e la dismissione dell'esistente;

6. Predisporre il Progetto di monitoraggio ambientale, secondo le linee guida redatte dalla commissione speciale VIA;

7. Redigere gli elaborati, anche successivi al Progetto definitivo, in conformità alle specifiche del Sistema cartografico di riferimento;

8. In sede di progettazione definitiva dovrà essere « data dimostrazione di congruità rispetto alla vincolistica ambientale».

9. Approfondire e completare la definizione progettuale delle opere di collegamento al fine di cogliere la portata reale delle previste opere di scavo e riporto e quindi l'impatto reale sul paesaggio. Relative a flora, fauna e insediamenti agricoli:

10. Effettuare ulteriori indagini al fine di una più attenta ricognizione delle coltivazioni (di pregio, biologiche, etc.) in atto e con riferimento particolare ai processi di trasformazione agricola attualmente in corso, valutando la possibilità di varianti locali di tracciato al fine di diminuire gli impatti su tali attività agricole;

11. Dimensionare gli attraversamenti faunistici e il loro posizionamento sulla base di un'analisi dei principali corridoi potenziali delle specie faunistiche, con specifico riguardo a quelle protette;

12. Data l'esigua distanza dalle aree di interesse naturalistico «Macchia di Giulianello» e SIR «Lago di Giulianello», approfondire l'analisi di incidenza dell'opera, dettagliando tutte le precauzioni necessarie in fase di esecuzione ad evitare interferenze con gli stessi, in termini di impatti sulla vegetazione, flora e fauna e sulle acque sotterranee; valutare un possibile leggero allontanamento del tracciato dagli stessi;

13. Anticipare, per quanto possibile, la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto al completamento dell'infrastruttura;

14. Si dovrà provvedere, a fine lavori, alla rinaturalizzazione delle aree di cantiere attraverso il ripristino delle condizioni geomorfologiche, vegetazionali e del regime idraulico delle acque superficiali, al fine di impedire fenomeni di erosione e di impaludamento;

15. Su tutti i rilevati stradali previsti dal progetto, siano realizzati dei sottopassi di opportune dimensioni, finalizzati a consentire lo spostamento della fauna selvatica, per la frequentazione degli ambienti idonei allo svolgimento dei loro cicli biologici;

16. Le specie arboree ed arbustive messe a dimora dovranno essere appartenenti all'orizzonte fitoclimatico del luogo. Inoltre dovrà essere assicurata la corretta manutenzione dell'impianto, per il buono stato vegetativo delle specie immesse. Relative ad inquinamento acustico ed atmosferico:

16. Effettuare indagini ulteriori sulle stime previsionali, per quanto riguarda gli impatti sull'atmosfera derivanti dall'emissione di polveri (e altri inquinanti) in fase di realizzazione dell'opera e in esercizio, in grado di rappresentare i più significativi fattori per la stima delle concentrazioni al suolo con riferimento alla normativa applicabile, e con particolare attenzione agli effetti sulle coltivazioni in atto;

17. Integrare l'analisi della componente rumore, caratterizzando il clima acustico post-operam lungo tutta l'arteria in progetto e per una zona più ampia della sola fascia di rispetto, laddove si sia la presenza di ricettori, ipotizzando, anche in assenza di una zonizzazione acustica, dei limiti di immissione che tengano conto delle indicazioni degli strumenti pianificatori locali (PRG);

18. Prevedere, ai fini della riduzione del rumore alla fonte, particolarmente in presenza di ricettori, la realizzazione di pavimentazioni stradali fonoassorbenti anche con l'adozione di soluzioni tecnologicamente innovative;

19. Con riferimento alle barriere antirumore, da inserire secondo un piano dettagliato conseguente all'analisi della componente rumore anche a seguito dell'adozione degli accorgimenti di cui al punto precedente per la pavimentazione stradale, sviluppare una progettazione adeguata ai luoghi attraversati; in corrispondenza dei rilevati e delle parti a raso, contenere in riferimento ai dispositivi di mitigazione acustica le parti trasparenti a favore di più importanti, e continue, formazioni vegetali di tipo naturalistico ovvero apposite sistemazioni paesaggistiche; con riferimento ai tratti in viadotto, ricercare soluzioni coerenti con le scelte progettuali effettuate per gli impalcati evitando sovrapposizioni indifferenti al contesto;

20. Dovranno essere monitorati eventuali impatti relativi alle vibrazioni indotte dall'opera in fase di costruzione e di esercizio, con particolare riguardo alle aree interessate da emergenze architettoniche e previste qualora risultasse necessario idonee misure mitigazione (utilizzo di appropriati mezzi e idonee tecniche di scavo, dispositivi di isolamento, ecc); In fase di cantiere:

21. Utilizzare mezzi d'opera omologati per quanto riguarda le emissioni di rumore e di gas di scarico;

22. Coordinare le attività con quelle previste per il corridoio Tirrenico meridionale, in particolare per la zona sud del presente intervento, valutandone le interazioni in fase di cantiere, con particolare riferimento alla movimentazione di materie (eventuale bilanciamento tra i due interven- ti), ai siti di deposito materiale, ai tempi di intervento nella zona della SS 148 Pontina, ecc., evitando, per quanto possibile, duplicazione di impatti;

23. Dovrà essere redatto un programma di cantierizzazione che assicuri una normalizzazione delle attività particolarmente impattanti quale il rumore, il sollevamento delle polveri, in maniera tale da non interferire con le attività residenziali e socio-economici in essere prevedendo tutti gli accorgimenti necessari per il mantenimento dei livelli ammissibili della vigente normativa nonchè attraverso l'attuazione di azioni idonee alla mitigazione degli effetti e al ripristino delle condizioni ante-operam (annaffiamento delle terre, contenimento delle polveri con teloni sui mezzi di trasporto, lavaggio della viabilità e dei mezzi, interdizione di accesso a soggetti estranei all'attività edilizia). Relative a idraulica, idrogeologia, geologica:

 

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